Il valore del confronto tra territori, il rapporto tra cittadini e istituzioni, il diritto di accesso e la tutela della salute: la nuova componente della rete nazionale dei Difensori civici racconta la sua prima esperienza nel Coordinamento Nazionale e sottolinea l’importanza della collaborazione tra le diverse realtà regionali.
Il rafforzamento della rete nazionale della difesa civica passa anche attraverso il confronto tra esperienze territoriali diverse, la condivisione delle buone prassi e la costruzione di risposte sempre più efficaci alle esigenze dei cittadini.
In questa prospettiva, l’ingresso della nuova Difensora civica della Sardegna l’Avv. Rosanna Mura, rappresenta un arricchimento per il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane.
La sua prima partecipazione ai lavori del Coordinamento, nel corso dell’incontro di Palermo del 9-10 luglio, ha offerto l’occasione per un confronto sui temi centrali della difesa civica e sul ruolo che questo istituto è chiamato a svolgere nel rapporto tra cittadini e pubbliche amministrazioni.
Dalla specificità della Sardegna, regione insulare caratterizzata da una propria particolare dimensione territoriale, alla necessità di garantire uniformità di attenzione e di risposta ai problemi posti dai cittadini; dal diritto di accesso alla tutela della salute, fino al valore della Costituzione e del patto sociale che la fonda, l’intervista affronta alcune delle principali sfide che interessano oggi la difesa civica.
Di questo l’intervista all’Avv. Rosanna Mura:
1. È stata la Tua prima partecipazione ai lavori del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici. Quale impressione hai avuto del confronto tra i colleghi e del valore della rete nazionale della difesa civica?
Il confronto tra realtà diverse ed eterogenee è stato molto interessante. La possibilità di discutere delle tematiche che siamo chiamati ad affrontare quotidianamente arricchisce ognuno e ognuna di noi, permettendo di far conoscere e diffondere buone prassi e idee che, altrimenti, sarebbero destinate a restare patrimonio unicamente dell’Ufficio nel quale sono nate.
Questo è ancora più vero per chi viene da una regione come la Sardegna, che è bellissima ma, essendo un’isola, presenta una maggiore difficoltà nel poter fruire dello scambio continuo con le altre realtà nazionali, anche se la tecnologia rende oggi tutto meno lontano.
E, in questo senso, per me questo momento di confronto è ancora più utile.
2. L’incontro di Palermo del 10 luglio ha posto al centro il tema della presenza e del ruolo della difesa civica nei territori. Quale contributo può offrire oggi il Difensore civico per avvicinare cittadini e istituzioni?
Un contributo importante, perché rappresenta il dialogo tra cittadino e istituzioni.
Un dialogo che, in alcuni casi, può risultare difficile, determinando il venir meno o il diminuire della fiducia nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione. Proprio per garantire che, invece, quel rapporto di fiducia non venga mai meno, esiste la figura del Difensore civico.
È la base del patto sociale che regge la nostra Costituzione: un’amministrazione trasparente che rende conto del proprio operato e delle proprie scelte, ispirate ai principi costituzionali; una partecipazione della popolazione al controllo e alla discussione pubblica che dia conto della scelta fondativa dell’essere, il nostro Paese, una Repubblica democratica.
3. Quali sono, secondo la Tua esperienza e sensibilità istituzionale, le principali esigenze dei cittadini alle quali la difesa civica deve dare risposta?
È ancora presto per fare un ragionamento complessivo ma, da quello che in queste prime settimane di lavoro ho potuto comprendere, direi che in cima alle esigenze portate all’attenzione della difesa civica si trovano senz’altro le richieste di accesso, insieme al tema della salute.
Entrambe rappresentano due momenti importanti e necessari nell’assetto dello Stato.
L’accesso consente il controllo sull’operato della pubblica amministrazione e la verifica, con riferimento al singolo richiedente o alla collettività, della rispondenza di quanto fatto a ciò che la Costituzione ha ritenuto di porre come principi ispiratori dell’azione amministrativa.
Il tema della salute, inteso in senso ampio, rappresenta uno dei diritti individuali tutelati dalla Costituzione, che ha trovato per la prima volta in quest’ultima uno spazio di affermazione importante.
Nel corso del tempo, intorno alla salute e alla tutela di quest’ultima si è sviluppata la costruzione dello Stato sociale, come organizzazione che si impegna a non lasciare la cura del singolo affidata alle sue sole risorse, ma si fa carico della tutela, declinando così l’articolo 3 della Carta, ed eleva a obiettivo quello di garantire livelli di assistenza uniformi su tutto il territorio.
La difesa civica è chiamata, nell’ambito delle proprie competenze, ad adoperarsi affinché il diritto del singolo sia effettivo.
4. Quale valore attribuisci alla collaborazione tra i Difensori civici regionali e al lavoro condiviso attraverso il Coordinamento Nazionale?
Un valore notevole, proprio per la possibilità di confrontare esperienze anche molto differenti e ragionare insieme sulle possibili soluzioni.
Avere modalità di lavoro condivise consente di garantire ovunque lo stesso livello di attenzione e di risposta ai problemi posti.
5. Da nuova componente della rete nazionale dei Difensori civici, quale messaggio vorresti rivolgere ai cittadini e alle istituzioni sull’importanza di questo presidio di garanzia?
Vorrei dire che ognuna e ognuno ha la responsabilità, piccola o grande che sia, di rendere viva e proteggere la Costituzione e, con essa, il patto che la fonda.
È un impegno costante che è richiesto a tutte e tutti, quotidianamente.
La rete nazionale dei Difensori civici rappresenta, in questo senso, un presidio importante e utile per garantire che il rapporto tra persone e istituzioni sia vissuto positivamente.
Una rete al servizio dei cittadini
Le parole della nuova Difensora civica della Sardegna sottolineano il valore di una rete nazionale capace di mettere in comune esperienze, competenze e buone pratiche.
Il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane rappresenta, in questa prospettiva, uno spazio permanente di confronto e collaborazione tra istituzioni che, pur operando in territori differenti, condividono una responsabilità comune: contribuire a rendere effettivi i diritti dei cittadini e a rafforzare il rapporto di fiducia tra persone, pubblica amministrazione e istituzioni.
La difesa civica, attraverso il dialogo, l’ascolto e la ricerca di soluzioni, continua così a rappresentare un presidio di garanzia e di partecipazione democratica, capace di avvicinare le istituzioni ai cittadini e di contribuire concretamente alla piena attuazione dei principi costituzionali.