Missione istituzionale del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani in Serbia. Al centro dello scambio il modello regionale della difesa civica, l’accessibilità dei cittadini ai diritti e il coinvolgimento delle giovani generazioni.

Rafforzare la cooperazione tra Italia e Serbia nel campo della tutela dei diritti dei cittadini, condividere esperienze e buone pratiche e costruire nuove forme di collaborazione tra le istituzioni di difesa civica. Sono questi gli obiettivi della missione istituzionale a Niš della delegazione degli Ombudsman italiani, nell’ambito del Forum internazionale degli Ombudsman svoltosi il 22 settembre nella città serba.

La delegazione italiana è stata composta da Marino Fardelli, Difensore civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane, Rocco Fuina, Difensore civico della Regione Basilicata, Guido Giusti, Difensore civico della Regione Emilia-Romagna e Vice Presidente residente del Coordinamento Nazionale dei Difensori civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane.

Il Forum nasce dalla volontà delle istituzioni di difesa civica serbe di approfondire direttamente l’esperienza italiana. In particolare, il modello regionale di difesa civica sviluppato nell’area di Niš è stato ispirato all’esperienza italiana, con l’obiettivo di estendere la tutela dei cittadini anche alle comunità locali di dimensioni più ridotte.

La Difensora civica di Niš, Katarina Mitrovski, ha evidenziato come il modello regionale locale sia stato il primo di questo tipo in Serbia e come l’esperienza italiana abbia rappresentato un punto di riferimento per la sua costruzione. Il sistema consente oggi di offrire tutela non soltanto ai cittadini di Niš, ma anche a quelli di altri comuni dell’area, favorendo un accesso più uniforme alla difesa dei diritti.

Fardelli: «Quando una buona pratica supera i confini, diventa patrimonio comune»

«La missione a Niš rappresenta un momento particolarmente significativo per il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani – dichiara Marino Fardelli, Presidente del CNDCI e Difensore civico della Regione Lazio – perché dimostra concretamente come una buona pratica istituzionale possa superare i confini nazionali e diventare patrimonio comune.

Il fatto che il modello regionale di difesa civica di Niš sia stato sviluppato anche guardando all’esperienza italiana ci rende particolarmente orgogliosi, ma soprattutto ci attribuisce una responsabilità: quella di continuare a condividere conoscenze, strumenti e soluzioni per rendere la tutela dei cittadini sempre più accessibile.

Da Niš parte un messaggio importante: la difesa civica non deve soltanto proteggere i diritti, ma deve costruire ponti tra cittadini e istituzioni, tra territori e tra Paesi.

Il rapporto con i colleghi serbi è stato caratterizzato da un autentico spirito di collaborazione e amicizia. Vogliamo continuare questo percorso attraverso nuovi momenti di confronto e iniziative comuni, con una particolare attenzione alle giovani generazioni».

Giusti: «Lo scambio di esperienze rende più forte la difesa civica»

Per Guido Giusti, Difensore civico della Regione Emilia-Romagna, «il confronto con i colleghi serbi dimostra quanto sia importante mettere in comune esperienze maturate in contesti amministrativi differenti.

La difesa civica vive infatti della capacità di ascoltare i territori e di trovare risposte concrete ai problemi dei cittadini. Confrontarsi con un modello che ha preso ispirazione dall’esperienza italiana significa anche verificare sul campo come determinati principi possano essere adattati alle caratteristiche di un altro territorio.

Lo scambio di buone pratiche non è quindi soltanto un momento di confronto istituzionale, ma uno strumento per migliorare concretamente la qualità della tutela offerta ai cittadini».

Fuina: «La collaborazione internazionale è una risorsa per i cittadini»

Secondo Rocco Fuina, Difensore civico della Regione Basilicata, «la cooperazione tra Ombudsman italiani e serbi dimostra che la tutela dei diritti può diventare un terreno concreto di collaborazione internazionale.

Abbiamo incontrato colleghi che hanno scelto di guardare all’esperienza italiana per costruire un modello capace di raggiungere anche i cittadini dei territori più piccoli. È un’esperienza particolarmente significativa perché ci ricorda che una delle sfide principali della difesa civica è proprio quella di garantire a tutti, indipendentemente dal luogo in cui vivono, la possibilità di essere ascoltati e di trovare un’istituzione alla quale rivolgersi.

Il confronto di Niš deve rappresentare l’inizio di un percorso ancora più strutturato di collaborazione e di condivisione».

Il confronto con le istituzioni di Niš

Nel corso della missione la delegazione italiana è stata ricevuta dal Presidente dell’Assemblea della Città di Niš, Darko Nikolić, alla presenza della Difensora civica locale Katarina Mitrovski.

Al centro dell’incontro vi sono stati il rafforzamento della cooperazione istituzionale, lo scambio di esperienze tra i diversi modelli di Ombudsman e il rapporto tra le istituzioni di difesa civica e gli organismi rappresentativi locali.

Nikolić ha sottolineato il valore di Niš come luogo di incontro, scambio di esperienze e rafforzamento della cooperazione internazionale, evidenziando il ruolo sempre più visibile della città nella rete europea delle istituzioni Ombudsman.

La delegazione italiana ha inoltre incontrato studenti delle scuole superiori e universitari di Niš, affrontando i temi della tutela dei diritti, del ruolo dell’Ombudsman e della partecipazione dei giovani alla vita democratica e sociale.

Giovani e diritti: la difesa civica guarda al futuro

Particolarmente significativo è stato il confronto con le giovani generazioni. Portare la cultura dei diritti nelle scuole e nelle università significa infatti costruire una cittadinanza consapevole e rafforzare il rapporto tra giovani e istituzioni.

L’esperienza di Niš conferma così una delle direttrici strategiche del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani: fare della difesa civica non soltanto un presidio di tutela, ma anche uno strumento di educazione alla cittadinanza, alla legalità, alla partecipazione e alla conoscenza dei propri diritti.

La missione si è conclusa con la volontà condivisa di proseguire il dialogo tra le istituzioni italiane e serbe, consolidando una collaborazione che mette al centro la persona, la dignità e la tutela effettiva dei diritti.

Italia e Serbia, attraverso i loro Ombudsman, hanno così avviato un ulteriore passo verso una rete europea della difesa civica fondata sulla condivisione delle esperienze e sulla comune attenzione ai cittadini.