Negli ultimi mesi gli uffici della difesa civica delle Regioni e delle Province autonome italiane stanno registrando un fenomeno nuovo e significativo: sempre più cittadini, prima di rivolgersi al Difensore civico, interrogano sistemi di intelligenza artificiale per comprendere se e come attivare una tutela nei confronti della pubblica amministrazione.

È un segnale dei tempi.
È un cambiamento culturale profondo.
Ed è un passaggio che riguarda direttamente il modo in cui viene percepito il nostro ruolo istituzionale.

L’AI come primo punto di orientamento

Molte istanze che giungono ai nostri uffici sono oggi costruite sulla base di risposte fornite da strumenti di intelligenza artificiale. I cittadini arrivano con richieste articolate, riferimenti normativi, talvolta con ricostruzioni dettagliate di competenze e procedure.

Questo, di per sé, rappresenta un elemento positivo: significa che cresce l’attenzione verso i propri diritti e verso gli strumenti di tutela amministrativa.

Tuttavia, sta emergendo un elemento nuovo. In diversi casi le istanze non richiamano il perimetro definito dalla legge istitutiva del Difensore civico, ma fanno riferimento a una rappresentazione più ampia – e talvolta idealizzata – del nostro ruolo, così come descritta dall’intelligenza artificiale.

In altre parole, non viene evocata la cornice normativa che delimita funzioni e competenze, bensì un modello teorico di “garante universale” capace di intervenire su ogni controversia tra cittadino e pubblica amministrazione.

È un piccolo ma significativo segnale di cambiamento dei tempi.

Un mutamento di percezione

L’intelligenza artificiale non sostituisce la legge. Ma contribuisce a formare opinioni, aspettative, convinzioni.

Per la difesa civica questo comporta almeno tre effetti evidenti:

  • Crescita delle aspettative: il Difensore civico viene percepito come un soggetto con competenza generale su ogni diritto leso.
  • Aumento delle istanze improprie: arrivano segnalazioni che esulano dalle competenze previste dalla normativa regionale.
  • Ridefinizione dell’immagine pubblica del ruolo: si rafforza l’idea del Difensore civico come figura centrale di tutela, ma talvolta al di fuori dei limiti normativi effettivi.

Questo scarto tra aspettativa e competenza può generare, se non correttamente governato, frustrazione nei cittadini e un sovraccarico organizzativo per gli uffici.

Un’opportunità da cogliere

Accanto ai rischi, vi sono però opportunità significative. L’uso dell’intelligenza artificiale sta contribuendo a far conoscere maggiormente l’esistenza della difesa civica. Molti cittadini scoprono il nostro ruolo proprio attraverso una ricerca digitale.

Si amplia così la cultura della tutela amministrativa, cresce la consapevolezza dei diritti, aumenta la domanda di legalità e buon andamento della pubblica amministrazione.

Questo fenomeno può diventare uno stimolo per:

  • rafforzare la chiarezza delle informazioni istituzionali online;
  • promuovere una comunicazione uniforme e coordinata a livello nazionale;
  • avviare una riflessione sull’evoluzione normativa del ruolo della difesa civica;
  • potenziare la funzione di orientamento preventivo dei nostri uffici.

L’innovazione tecnologica non va temuta, ma accompagnata con responsabilità e competenza.

Un appello ai cittadini

L’intelligenza artificiale è uno strumento utile di informazione preliminare. Non è, però, fonte normativa.

Invitiamo i cittadini a:

  • verificare sempre le competenze del Difensore civico nella propria Regione;
  • consultare i siti ufficiali degli uffici di difesa civica;
  • chiedere chiarimenti prima di presentare un’istanza, quando vi siano dubbi sull’ambito di intervento.

La difesa civica non è un’autorità giudiziaria, non è un avvocato, non è un organo sostitutivo della pubblica amministrazione. È un presidio di garanzia imparziale, che opera entro il quadro definito dalla legge, per assicurare equità, trasparenza e buon andamento amministrativo.

Governare il cambiamento

L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui i cittadini si informano e si relazionano alle istituzioni. Anche la difesa civica è coinvolta in questa trasformazione. Il nostro compito resta immutato: garantire imparzialità, legalità e tutela nei confronti delle disfunzioni amministrative. Ma il contesto è nuovo.

E, come istituzioni di garanzia, abbiamo il dovere non solo di prendere atto del cambiamento, ma di governarlo, con equilibrio, responsabilità e visione.

Marino Fardelli
Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici italiani
Difensore Civico della Regione Lazio