Editoriale del Dott. Marino Fardelli – Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici
Roma, 17 Febbraio 2026
La recente intervista al Prof. Gianluca Gardini ha offerto un’occasione preziosa di riflessione sul rapporto tra difesa civica e mondo accademico, mettendo in luce un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico: la fondamentale importanza dell’Università nella formazione di una cultura dei diritti e della legalità amministrativa.
In tempi in cui la complessità dei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione cresce costantemente, il contributo delle istituzioni universitarie non può che essere centrale. L’Università non è solo luogo di formazione specialistica, ma anche spazio di elaborazione critica, di analisi delle regole e di riflessione sul ruolo che le istituzioni democratiche svolgono nella vita quotidiana delle persone.
Come emerge nell’intervista, la difesa civica rappresenta uno strumento di tutela accessibile, gratuito e non giurisdizionale. Essa svolge un ruolo attivo nel correggere disfunzioni, inefficienze e iniquità nell’azione amministrativa, contribuendo alla realizzazione dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità. Tuttavia, per potersi pienamente sviluppare e per essere compresa come istituto di garanzia, è necessario che la sua conoscenza entri nei percorsi formativi delle nuove generazioni.
La collaborazione tra difesa civica e Università non è solo auspicabile, ma indispensabile: da un lato, perché gli studenti di giurisprudenza e delle discipline affini devono essere messi in condizione di conoscere strumenti e figure che costituiscono l’ossatura dei diritti dei cittadini; dall’altro, perché il dialogo con il mondo accademico consente di arricchire la nostra pratica istituzionale di prospettive critiche e innovative.
In un contesto in cui le sfide della pubblica amministrazione si intensificano — tra digitalizzazione, complessità regolatoria e aspettative crescenti di trasparenza — la difesa civica può e deve farsi ponte tra cittadini e istituzioni. Per fare ciò, l’Università può offrire strumenti indispensabili di interpretazione e comprensione delle regole che governano l’azione pubblica.
È con questa convinzione che il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici continuerà a promuovere e consolidare rapporti con il mondo accademico, affinché le nuove generazioni di giuristi, pubblici amministratori e operatori sociali possano riconoscere e valorizzare il ruolo della difesa civica nel sistema democratico, contribuendo a rafforzare una cultura dei diritti, della partecipazione e del dialogo civile.