La lotta contro la violenza sulle donne non può limitarsi a parole vuote o a celebrazioni occasionali. Serve memoria, sensibilizzazione e una cultura del rispetto che si radichi fin dai banchi di scuola, negli spazi pubblici e nella vita quotidiana. È in questa prospettiva che l’Avv. Marco Enrico, Difensore Civico della Sardegna, ha promosso il progetto “Posto Occupato”, un’iniziativa nata per mantenere vivo il ricordo delle donne vittime di violenza maschile e sensibilizzare l’intera società sui temi della cultura del rispetto.
Grazie al suo impegno, l’iniziativa ha trovato un ampio consenso non solo in Sardegna, ma anche tra tutti i colleghi Difensori Civici italiani, che ne riconoscono il valore e l’efficacia nel promuovere la memoria, la solidarietà e la consapevolezza dei diritti fondamentali.
Di seguito, riportiamo l’intervista integrale che illustra obiettivi, risultati e prospettive future dell’iniziativa, con le parole di chi ogni giorno lavora per costruire una società più rispettosa e attenta ai diritti fondamentali. Ecco l’intervista all’Avv. Marco Enrico – Difensore Civico della Sardegna:
1. Può descrivere brevemente il progetto “Posto Occupato” e i suoi principali obiettivi?
L’iniziativa “Posto Occupato” nasce dall’intima convinzione di dover mantenere sempre ben vivo nella memoria di tutti noi il ricordo di tutte le donne uccise dalla violenza maschile.
Si tratta di un gesto semplice, quasi banale, che a pensarci bene, però, ha tanto di semplice e proprio nulla di banale, stante il profondissimo significato sottostante: consiste nell’occupare una sedia in ogni contesto, pubblico o privato, nel quale si svolga un qualunque evento, ponendovi al di sopra il cartello riepilogativo dell’iniziativa. Quella sedia vuota sarà dunque simbolicamente occupata e dedicata a tutte le donne che non ci sono più a causa di una mano maschile che ha spezzato le loro vite.
Una particolarità consiste nel fatto che la didascalia del cartello è scritta in italiano e in limba sarda comuna, a testimonianza del fatto che il nostro idioma sia capace di veicolare messaggi di importante contenuto valoriale.
L’obiettivo è, quindi, quello di non dimenticare mai le tantissime vittime della violenza maschile.
2. Quali risultati avete registrato fino ad oggi e quali sono stati i momenti più significativi del progetto in Sardegna?
Il progetto ha avuto un notevole impatto, soprattutto grazie all’importante campagna d’informazione (conferenze, incontri con le scuole, social, ecc.) con la quale la difesa civica sarda ha voluto portare l’iniziativa a conoscenza di tutti i cittadini dell’Isola.
Un momento davvero emozionante si è avuto durante la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne: grazie alla particolare sensibilità del Presidente del Consiglio On.le Comandini – primo tra le istituzioni ad aderire al progetto – uno scranno dell’aula consiliare della Regione Autonoma della Sardegna è stato riservato con il cartello “Posto occupato”.
Hanno aderito decine di amministrazioni comunali, le due università della Sardegna, molte scuole, l’ASL, l’AOU, il Banco di Sardegna, la Dinamo Basket, tante associazioni, professionisti e moltissimi privati cittadini.
Nei primi due giorni di pubblicazione, lo speech riepilogativo del progetto ha avuto oltre cinquemila visualizzazioni.
3. Come vengono coinvolti i cittadini, le scuole e le istituzioni locali nella realizzazione del progetto?
La campagna d’informazione è stata determinante. Io stesso ho partecipato a numerose iniziative, parlando del progetto per informare quante più persone possibile.
La Dinamo Basket Sassari, per esempio, ha riservato un posto nel Palazzetto dello Sport all’iniziativa “Posto Occupato”. Prima dell’inizio della partita contro il Basket Trieste, il Presidente del Consiglio Regionale, On.le Comandini, ha consegnato il cartello illustrativo al capitano della squadra che lo ha sistemato nella gradinata, mentre lo speaker ne illustrava finalità e significato.
È stato un momento molto bello, nel quale sport, solidarietà e diritti hanno percorso la stessa strada.
4. Quali strumenti o iniziative ritenete più efficaci per sensibilizzare la comunità e promuovere la cultura del rispetto?
A mio giudizio, è fondamentale non mollare mai la presa e favorire la discussione nelle scuole, dove si formano le donne e gli uomini di domani.
La difesa civica Italiana, nel suo insieme, può dare un contributo importante aderendo al progetto, parlandone in ogni occasione e incoraggiando discussioni durante incontri sul tema dei diritti fondamentali dell’individuo.
Tanto maggiore sarà il nostro impegno, tanto più ne beneficeranno i giovani, verso i quali dobbiamo sempre nutrire speranza.
5. Guardando al futuro, quali sviluppi o nuovi percorsi vorreste realizzare per ampliare l’impatto di “Posto Occupato”?
Sto lavorando con la Fondazione Dinamo Basket su un progetto in cui le atlete della Dinamo femminile visitano le scuole per condividere le proprie esperienze, a volte connotate da violenza, per mostrare ai giovani che c’è sempre una speranza e che è possibile trovare la forza di dire no alla violenza, anche attraverso la denuncia.
Sono in programma altri incontri e una manifestazione conclusiva, probabilmente in una piazza cittadina, dove tutti potranno confrontarsi e discutere.
Credo sia fondamentale esportare all’estero il progetto della Difesa Civica Italiana, affinché possa fiorire in Europa e nel mondo.
Dichiarazione dell’Avv. Guido Giusti Vice Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici delle Regioni e delle Province Autonome Italiane nonchè Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna: “Il progetto “Posto Occupato”, nato dall’iniziativa dell’Avv. Marco Enrico, Difensore Civico della Sardegna, non rappresenta solo un impegno locale, ma un esempio virtuoso di azione civica che sta coinvolgendo l’intero Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici Italiani. La condivisione e il sostegno dei colleghi di tutta Italia testimoniano come la memoria delle vittime, la cultura del rispetto e la sensibilizzazione della comunità siano valori che uniscono e rafforzano l’azione della Difesa Civica in tutto il Paese”.



