Il Presidente del Coordinamento nazionale dei Difensori civici delle Regioni e delle Province autonome italiane, Marino Fardelli, ha inviato nei giorni scorsi una lettera ufficiale ai vertici istituzionali della Regione Puglia e del Consiglio regionale, evidenziando la mancata istituzione della figura del Difensore civico regionale.

«Il Difensore civico – dichiara Fardelli – rappresenta un presidio fondamentale di garanzia, imparzialità e prossimità tra cittadini e pubblica amministrazione. La sua assenza in Puglia comporta una evidente carenza di tutela per i cittadini, privi di un organismo indipendente in grado di intervenire preventivamente e conciliativamente nei confronti delle disfunzioni amministrative».

Durante gli ultimi lavori del Coordinamento nazionale tenutosi a Milano nel mese di gennaio 2026, Fardelli ha evidenziato come questa anomalia accomuni attualmente la Puglia alla Sicilia. In quest’ultima regione, grazie all’interlocuzione avviata dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, è stata programmata per il 9 e 10 luglio p.v. una riunione a Palermo alla presenza dei Difensori civici delle Regioni e delle Province autonome italiane, con l’obiettivo di approfondire il percorso normativo e istituzionale necessario alla nascita della difesa civica regionale.

«Ritengo fondamentale – prosegue Fardelli – avviare un percorso analogo con il Consiglio regionale della Puglia, per promuovere un confronto costruttivo volto a colmare questa lacuna istituzionale. L’incontro permetterebbe di analizzare il quadro normativo vigente, condividere buone pratiche già sperimentate in altre Regioni, approfondire l’impatto positivo della figura del Difensore civico in termini di tutela dei diritti e miglioramento della qualità dell’azione amministrativa, e rafforzare il principio di uniformità delle garanzie sul territorio nazionale».

Il Coordinamento nazionale auspica che tale interlocuzione possa svolgersi quanto prima, al fine di generare consapevolezza, avviare un percorso condiviso e assicurare ai cittadini pugliesi lo stesso livello di tutela garantito in altre Regioni italiane.