Nel quadro delle attività del Coordinamento nazionale dei difensori civici italiani, prosegue lo spazio dedicato al confronto sulle esperienze e sulle prospettive della difesa civica nel nostro Paese Italia. In questa occasione proponiamo una riflessione sul percorso intrapreso dal Coordinamento e sugli obiettivi per il prossimo anno, attraverso alcune domande al Presidente Dott. Marino Fardelli.

1) Presidente Fardelli, quale percorso ha compiuto finora il Coordinamento nazionale dei difensori civici?

Il Coordinamento nazionale ha progressivamente rafforzato il proprio ruolo come luogo stabile di confronto tra le istituzioni di difesa civica presenti in Italia. In questi anni abbiamo lavorato per consolidare la collaborazione tra i Difensori civici regionali e territoriali, promuovere iniziative comuni e sviluppare una maggiore visibilità pubblica della difesa civica come strumento di tutela dei diritti dei cittadini.

Abbiamo inoltre intensificato il dialogo con istituzioni nazionali ed europee, favorendo lo scambio di buone pratiche e la costruzione di reti di cooperazione istituzionale.

2) Quali risultati ritiene più significativi?

Tra i risultati più importanti vi è il rafforzamento dell’identità comune della difesa civica in Italia. Il Coordinamento è diventato un punto di riferimento per la condivisione di esperienze, l’analisi delle criticità amministrative e la promozione di iniziative congiunte.

Un altro elemento rilevante è la crescente attenzione verso l’educazione civica e il coinvolgimento dei giovani, attraverso progetti nelle scuole, incontri pubblici e momenti di formazione dedicati alla cultura dei diritti e della buona amministrazione.

3) Quali sono oggi le principali sfide per la difesa civica?

La principale sfida riguarda la capacità di rendere la difesa civica sempre più accessibile e riconoscibile per i cittadini. È necessario continuare a rafforzare la funzione di mediazione tra cittadini e pubblica amministrazione, promuovendo trasparenza, semplificazione e fiducia nelle istituzioni.

Un’altra sfida riguarda l’evoluzione della pubblica amministrazione, sempre più digitale e complessa, che richiede nuovi strumenti di tutela e nuove competenze.

4) Quali saranno le priorità del Coordinamento per il 2026?

Il 2026 sarà un anno importante per consolidare il lavoro svolto e sviluppare nuove iniziative comuni. Tra le priorità vi sono il rafforzamento della cooperazione tra i Difensori civici, l’organizzazione di momenti di confronto a livello nazionale e internazionale e la promozione della cultura della difesa civica nei territori.

Particolare attenzione sarà dedicata anche all’innovazione amministrativa e all’impatto delle tecnologie digitali sui diritti dei cittadini, ambiti nei quali la difesa civica può svolgere un ruolo sempre più significativo.

5) Che messaggio desidera rivolgere ai Difensori civici e ai cittadini?

La difesa civica rappresenta un presidio di democrazia e di fiducia tra istituzioni e comunità. Il lavoro dei Difensori civici è prima di tutto un servizio alle persone, fondato sull’ascolto, sulla competenza e sulla responsabilità istituzionale.

Il Coordinamento continuerà a lavorare per rafforzare questa rete di tutela dei diritti, promuovendo collaborazione, dialogo e partecipazione.

Il percorso intrapreso dal Coordinamento nazionale dei difensori civici italiani conferma l’importanza di una collaborazione stabile tra le istituzioni di garanzia, capace di rafforzare la tutela dei diritti dei cittadini e di promuovere una pubblica amministrazione sempre più trasparente, efficiente e vicina alle persone.

Nel solco di questo impegno, il 2026 si presenta come un anno di consolidamento e di nuove sfide, da affrontare con spirito di cooperazione, responsabilità istituzionale e attenzione costante ai bisogni delle comunità. La difesa civica continuerà a rappresentare uno spazio di ascolto, mediazione e fiducia, contribuendo a rendere più forte il rapporto tra cittadini e istituzioni.