In occasione della prossima riunione del Coordinamento nazionale dei Difensori civici delle Regioni e delle Province Autonome italiane, in programma a Genova il 25 e 26 marzo 2026, prenderà parte ai lavori anche una delegazione di Difensori civici regionali provenienti dalla Serbia.
La delegazione serba è interessata ad approfondire il modello organizzativo e operativo del Coordinamento nazionale italiano, oggi oggetto di studio quale possibile riferimento per la costruzione di un analogo sistema di raccordo tra Difensori civici nel proprio ordinamento.
Dalla Serbia parteciperanno ai lavori:
- Mrs. Jelena Milivojevic – Ombudsman of City Kragujevac and Region Šumadija (Serbia);
- Mrs. Katarina Mitrovski – Ombudsman of Niš and Region of Niš (Serbia).
La loro presenza rappresenta un importante momento di confronto internazionale e di scambio di buone pratiche in materia di tutela non giurisdizionale dei diritti dei cittadini, organizzazione degli uffici, gestione delle istanze, rapporti con le amministrazioni pubbliche e coordinamento tra livelli territoriali.
L’incontro sarà l’occasione per illustrare il funzionamento del Coordinamento nazionale italiano, le sue modalità operative, il ruolo di impulso normativo e istituzionale, nonché le iniziative condivise per rafforzare la cultura della buona amministrazione e la tutela effettiva dei diritti.
Tra gli obiettivi principali del confronto:
- favorire lo scambio di esperienze sui modelli di difesa civica a livello regionale e locale;
- approfondire strumenti di cooperazione tra istituzioni di garanzia;
- condividere metodologie di lavoro, procedure e strategie di comunicazione con i cittadini;
- costruire possibili percorsi di collaborazione futura, anche in ambito formativo e progettuale.
La partecipazione della delegazione serba conferma come l’esperienza italiana del Coordinamento nazionale rappresenti oggi un modello riconosciuto e osservato a livello europeo, capace di coniugare autonomia territoriale e visione unitaria.
Il confronto di Genova non si esaurirà in un momento istituzionale, ma si inserisce in una prospettiva più ampia di cooperazione e dialogo stabile tra le istituzioni di difesa civica, con l’intenzione di promuovere in futuro ulteriori occasioni di incontro, scambio tecnico e collaborazione strutturata.
La difesa civica, infatti, si rafforza non solo attraverso l’azione nei singoli territori, ma anche grazie alla costruzione di reti e relazioni internazionali fondate su valori comuni: indipendenza, imparzialità, prossimità ai cittadini e tutela concreta dei diritti.
«La presenza delle colleghe serbe ai lavori del nostro Coordinamento – dichiara il Presidente, Dott. Marino Fardelli – rappresenta un riconoscimento importante del percorso costruito in questi anni. Il modello italiano di coordinamento tra Difensori civici regionali è frutto di impegno, dialogo istituzionale e visione condivisa. Aprirci al confronto internazionale significa rafforzare la qualità del nostro lavoro, ma anche contribuire alla diffusione di una cultura della tutela dei diritti fondata su indipendenza, prossimità e responsabilità. La difesa civica cresce quando sa fare rete, dentro e fuori i confini nazionali, e quando diventa laboratorio di buone pratiche al servizio dei cittadini».