Il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici Italiani ha il piacere di ospitare sul proprio sito istituzionale un’intervista esclusiva al Vice Difensore Civico della Provincia di Buenos Aires, Dott. Walter Martello.
L’intervista offre uno sguardo approfondito sull’esperienza dell’Ufficio del Difensore Civico argentino, le sfide quotidiane nella tutela dei diritti, le strategie a favore dei bambini e degli adolescenti e le opportunità di cooperazione internazionale.
1. Quali sono le principali sfide che oggi affronta l’istituzione dell’Ombudsman nella tutela dei diritti dei cittadini nella Provincia di Buenos Aires?
L’istituzione dell’Ombudsman nella Provincia di Buenos Aires affronta oggi numerose sfide strutturali legate all’aumento costante della domanda sociale, alla crescente complessità dei diritti coinvolti e alle limitazioni di bilancio del settore pubblico. La provincia conta oltre 14 milioni di abitanti, distribuiti tra grandi aree urbane e zone rurali, con una significativa percentuale di popolazione sotto la soglia di povertà.
Nel 2024, l’Ufficio del Difensore Civico ha gestito oltre 84.000 azioni tra consultazioni, richieste di risarcimento e indagini, principalmente relative a servizi pubblici essenziali, salute, istruzione, sicurezza sociale, disabilità e tutela dei consumatori. Negli ultimi anni, è cresciuto il numero dei conflitti legati all’accesso a energia, acqua e cure sanitarie.
Oggi la sfida principale non è più solo risolvere casi individuali, ma trasformare le informazioni raccolte in strumenti di influenza sulle politiche pubbliche. Per questo motivo, l’Ufficio ha rafforzato tre linee di lavoro: produzione sistematica di rapporti tematici, contenzioso strategico a tutela di interessi collettivi e dialogo istituzionale costante con organi regolatori, ministeri e legislatori, senza trascurare la partecipazione e lo scambio internazionale.
Nel mio ruolo di Vice Difensore Civico, ho cercato di combinare indipendenza istituzionale, competenza tecnica e funzione pedagogica, rafforzando la fiducia dei cittadini nell’istituzione.
2. Come pone l’Ufficio dell’Ombudsman la protezione dei diritti dei bambini, degli adolescenti e delle nuove generazioni al centro?
La tutela dei minori è una priorità strategica. Sono responsabile dell’Osservatorio dei Diritti dei Minori, nonché dell’Osservatorio delle Dipendenze e del Consumo Problematico. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato linee specifiche su adozioni problematiche, salute mentale, consumo digitale, gioco d’azzardo e protezione dei dati personali dei giovani.
I rapporti annuali mostrano che molte delle azioni legate all’infanzia riguardano accesso alla salute, interruzioni dei percorsi educativi, violenza istituzionale e rischi digitali.
Un elemento centrale della strategia è la cooperazione con l’Istituto Interamericano per l’Infanzia (IIDN-OAS), con cui abbiamo scambiato standard regionali sui diritti digitali, sul consumo problematico di alcol tra i giovani e sul rafforzamento dei sistemi di protezione complessiva.
Il lavoro si inserisce nel paradigma della Convenzione sui Diritti del Bambino, includendo la protezione in ambienti virtuali. Abbiamo realizzato workshop, partecipato alla stesura di leggi e pubblicato opere di sensibilizzazione come il libro “It Went Wrong” e il relativo documentario, riconosciuti a livello legislativo e internazionale.
Oggi, nuove sfide come il vaping, i social network e le piattaforme digitali richiedono un impegno costante nella tutela del diritto alla salute dei giovani.
3. Quali contributi può offrire l’esperienza argentina al rafforzamento istituzionale in altri paesi?
L’esperienza della Provincia di Buenos Aires è preziosa per il diritto pubblico comparato. La combinazione di una solida tradizione di tutela dei diritti umani con crisi economiche ricorrenti e disuguaglianze sociali rende il nostro modello replicabile in altre realtà.
L’Ufficio del Difensore Civico ha sviluppato strumenti per monitorare le politiche pubbliche, valutare l’impatto sociale delle tariffe e dei servizi pubblici, e affrontare conflitti collettivi, utili anche ad altri uffici ombudsman.
La cooperazione con reti iberoamericane e organizzazioni come IIDN, FIO e OIT ha permesso di sistematizzare queste esperienze in input tecnici per politiche pubbliche in altri paesi. Recentemente, abbiamo partecipato al Defence Summit a Monte Cassino (Roma), affrontando anche il tema dell’intelligenza artificiale e della protezione dei diritti umani.
4. Come definisci il rapporto tra cittadinanza e istituzioni nella garanzia dei diritti fondamentali?
L’efficacia dei diritti dipende dalla qualità del rapporto tra cittadini e istituzioni. Molti reclami non derivano dall’assenza di norme, ma da deficit di attuazione e di informazione.
Gli uffici dell’Ombudsman svolgono una funzione di intermediazione democratica, canalizzando richieste, traducendo il linguaggio tecnico e producendo dati empirici per migliorare la gestione pubblica.
La pubblicazione dei rapporti annuali e la rendicontazione sistematica rafforzano questo legame, mentre l’educazione dei cittadini alla partecipazione resta un obiettivo permanente.
5. Quali sono le future priorità nella difesa e promozione dei diritti umani?
Le priorità future si articolano su tre assi principali: disuguaglianza sociale, trasformazione tecnologica e sostenibilità ambientale.
Sarà fondamentale:
- Rafforzare la protezione dei diritti sociali fondamentali;
- Regolamentare l’intelligenza artificiale e i diritti digitali, soprattutto dei minori;
- Consolidare il diritto a un ambiente sano come diritto fondamentale della nuova generazione.
Gli uffici dell’Ombudsman dovranno potenziare il profilo tecnico, rafforzare la cooperazione internazionale e consolidare il ruolo istituzionale come garanti dei cittadini. La collaborazione con la Regione Lazio, il suo Ufficio del Difensore Civico e il Coordinamento Nazionale è un esempio virtuoso di scambio e sviluppo condiviso.
“Accogliere l’esperienza internazionale di colleghi come il Vice Difensore Civico della Provincia di Buenos Aires arricchisce il nostro lavoro e rafforza la missione della Difesa Civica in Italia. Lo scambio di buone pratiche e l’apprendimento reciproco sono strumenti fondamentali per proteggere i diritti dei cittadini, educare le nuove generazioni e consolidare la fiducia nelle istituzioni. Il nostro impegno continua, con la convinzione che una difesa civica forte sia la base per una società più giusta e partecipativa.” – ha dichiarato il Dott. Marino Fardelli, Difensore Civico della Regione Lazio e Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici Italiani.