Si è svolta a Milano, presso la sede del Consiglio regionale della Lombardia, la due giorni del Coordinamento Nazionale della Difesa Civica Italiana, un momento di confronto e aggiornamento tra i Difensori civici delle diverse regioni italiane. L’incontro ha affrontato temi di grande rilievo, dall’accesso agli atti alla tutela dei diritti dei cittadini nell’era digitale, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione e omogeneizzare le pratiche tra gli uffici regionali.
Al termine dei lavori, il Difensore Civico della Regione Lombardia, Avv. Gianalberico Devecchi, ha gentilmente risposto ad alcune domande, offrendo una visione approfondita dei contenuti dell’incontro, dei valori condivisi e delle prospettive future della difesa civica in Lombardia e a livello nazionale.
1. Quali sono stati, secondo Lei, i punti più significativi emersi durante la due giorni del Coordinamento Nazionale a Milano?
I difensori nel loro confrontarsi portano le rispettive esperienze quali hanno maturato nell’esercizio dei rispettivi mandati. Il confronto in sede di coordinamento risulta estremamente utile per la focalizzazione delle problematiche riscontrate e, ove possibile, per mettere a punto risposte comuni.
In questo senso, il coordinamento che si è tenuto a Milano ha affrontato questioni tecniche di particolare rilievo soprattutto in tema di accesso agli atti, con particolare riferimento alla regolarità formale delle procedure di riesame che la legge assegna alla competenza del difensore regionale in concorso con la competenza prevista in capo al R.P.C.T.
2. Quali riflessi e ricadute concrete ritiene possano avere i lavori del Coordinamento sul ruolo dei Difensori civici a livello regionale e nazionale?
Tali iniziative mirano a rafforzare ulteriormente il ruolo dei difensori nell’ambito delle rispettive istituzioni regionali, ma proprio il lavoro di omologazione dell’azione dei difensori, ove possibile nonostante le diverse fonti normative che ne disciplinano l’operare, ha una ricaduta positiva a livello nazionale, posto che tende ad annullare quelle differenze che derivano dal fatto che l’azione dei singoli difensori è regolata da leggi regionali diverse.
3. Quali valori e principi hanno guidato i confronti durante la due giorni e come influenzano l’attività quotidiana del Suo ufficio?
In ogni caso, i lavori del coordinamento sono stati caratterizzati dal comune intento dei difensori di dare ai cittadini un’attenzione qualificata ed “esperta”, all’unico scopo di contribuire alla risoluzione dei problemi che questi incontrano nei rapporti con le regioni, gli enti da questi partecipati e le amministrazioni locali.
4. In che modo il Suo ufficio interpreta oggi il ruolo del Difensore civico come facilitatore istituzionale e promotore di collaborazione tra le diverse realtà territoriali?
Proprio per facilitare i rapporti tra i cittadini e pubbliche amministrazioni il mio ufficio ha promosso alcune iniziative significative, tra le quali mi piace ricordare una serie di incontri avuti con gli U.T.R. (Uffici Territoriali Regionali), realtà decentrate di Regione Lombardia che questa ha aperto nei singoli capoluoghi di Provincia. Tali incontri sono stati finalizzati a sensibilizzare il personale di quegli uffici alla opportunità di segnalare il difensore a quei cittadini che nell’approcciare gli uffici territoriali dimostrassero di aver bisogno del suo intervento.
Altra iniziativa riguarda la conclusione di un protocollo con Federcasa, finalizzato alla stipula di singoli accordi tra il difensore e le ALER della Regione, al fine di promuovere presso gli inquilini del comparto pubblico le competenze e le attività del difensore, anche nell’ottica di un’attività mediatoria che possa favorire la soluzione del micro-contenzioso tra locatore e conduttore.
5. Guardando al futuro, quali iniziative o strategie ritiene prioritarie per rafforzare la tutela dei diritti dei cittadini e la funzione della difesa civica in Lombardia, anche in coordinamento con la rete nazionale?
Fermo restando che le iniziative sopra tratteggiate hanno una proiezione futura, ritengo estremamente valida per la crescita e lo sviluppo della difesa civica, sia in Lombardia che nell’intero Paese, la costituzione, su iniziativa dei colleghi Cozzi e Giusti, di un tavolo di lavoro dal titolo “Tutela dei diritti nell’era digitale: ruolo dei difensori civici e della I.A.”.
Questo perché è fuori di dubbio che oggi ci troviamo all’alba di una nuova era dove l’intelligenza artificiale avrà sempre più spazi e importanza, ma ancora non conosciamo quali saranno gli effetti positivi e negativi che tale evoluzione avrà. Proprio per questo il difensore civico dovrà essere pronto ad affrontare queste nuove situazioni, sempre con l’obiettivo unico di tutelare i cittadini.
Da ultimo, lasciatemi fare un auspicio: che proprio per rafforzare la figura e l’operato dei difensori regionali, questo coordinamento, attualmente frutto di un’iniziativa spontanea dei singoli difensori, possa trovare un riconoscimento esplicito dallo Stato, anche e soprattutto per l’opera meritoria che svolge. Attualmente in Italia, contrariamente ad altri Paesi, non è prevista la figura del difensore nazionale. A tale carenza sopperisce il coordinamento, che proprio per questo merita il riconoscimento che auspico.
“L’incontro di Milano – ha commentato il Presidente del Coordinamento il Dott. Marino Fardelli – rappresenta un momento fondamentale per la crescita e il rafforzamento della rete dei Difensori civici italiani. L’intervista al Difensore Civico della Lombardia, Avv. Gianalberico Devecchi, mette in luce come la collaborazione, l’omogeneità delle prassi e l’attenzione ai cittadini siano al centro dell’azione di questi uffici, pronti a confrontarsi con le sfide del presente e del futuro, comprese quelle derivanti dall’era digitale”.