Nella rubrica “Voci in Ascolto”, il Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici Italiani apre uno spazio di confronto con Ombudsman, garanti e istituzioni di tutela provenienti da tutto il mondo. L’obiettivo è valorizzare esperienze, metodi e buone pratiche che, pur diverse per contesto e ordinamento, condividono una stessa missione: essere un punto di riferimento imparziale per i cittadini e un ponte tra comunità e pubblica amministrazione.

In questo spirito, ospitiamo oggi la testimonianza di Pierre Heusser, Difensore Civico Municipale di Zurigo, figura di grande esperienza nel campo del diritto sociale e della mediazione istituzionale. La sua voce ci porta dentro la realtà svizzera, dove il ruolo del Difensore Civico si afferma come strumento di dialogo, partecipazione e tutela dei diritti nella vita quotidiana.

1. Potrebbe raccontarci brevemente il suo percorso professionale e come è arrivato a ricoprire il ruolo di Difensore Civico Municipale di Zurigo?

In precedenza ho gestito per 20 anni uno studio legale specializzato in diritto sociale. Con l’avanzare dell’età mi sono reso conto che quasi mai una parte ha completamente ragione e l’altra completamente torto. Una buona soluzione si trova più rapidamente e in modo più duraturo attraverso il dialogo che in tribunale. Quando la mia predecessora è andata in pensione, il Parlamento della città di Zurigo mi ha eletto come suo successore.

2. Quali sono le principali responsabilità del suo ufficio e in che modo incidono sulla vita quotidiana dei cittadini di Zurigo?

I residenti, ma anche i dipendenti della città di Zurigo che non sono soddisfatti dell’amministrazione, possono presentare un reclamo presso di noi. Si tratta di questioni che riguardano la vita quotidiana, come l’assistenza sociale, il comportamento della polizia o i disturbi della quiete pubblica.

3. Quali sono le tipologie di reclami più frequenti?

Problemi con le prestazioni sociali, difficoltà con la polizia, scortesia del personale comunale. I dipendenti comunali lamentano mobbing, abuso di potere e cattive condizioni di lavoro.

4. Può condividere un esempio recente che evidenzi l’impatto concreto del suo lavoro nella tutela dei diritti dei cittadini?

Un uomo, portato via dalla polizia in stato di ebbrezza, si è lamentato del fatto che era stato trasportato senza cintura di sicurezza sul pianale di un furgone. Il viaggio era stato movimentato e lui era stato sballottato da una parte all’altra. Ho organizzato un colloquio chiarificatore con i poliziotti coinvolti, durante il quale tutti hanno potuto esprimere la propria opinione. Alla fine, l’uomo ha chiesto se poteva candidarsi per entrare nella polizia!

5. Quali sono le principali sfide che affronta nel suo ruolo e come le gestisce quotidianamente?

L’amministrazione non sempre comunica in modo comprensibile e spesso non è disposta a reagire in modo adeguato a situazioni eccezionali. In questi casi mi rivolgo non solo ai dipendenti comunali coinvolti, ma anche ai loro superiori, ai quali consiglio corsi di formazione o miglioramenti nelle procedure amministrative.
L’amministrazione è spesso grata per i suggerimenti e le raccomandazioni.

6. Quali valori ritiene fondamentali per il lavoro di un Difensore Civico Municipale?

Indipendenza, incorruttibilità e tenacia. Allo stesso tempo, disponibilità ad ascoltare tutte le parti coinvolte e comprensione delle loro posizioni. Lo sguardo dell’ombudsman deve essere sempre rivolto al futuro.

7. In che modo promuove trasparenza, responsabilità e fiducia tra istituzioni e cittadini a Zurigo?

Sono in stretto contatto con l’amministrazione comunale e il consiglio comunale. Ricordo continuamente che le autorità politiche sono al servizio della popolazione e non viceversa. E sottolineo che è anche nell’interesse dell’amministrazione che i cittadini possano comprendere e accettare le sue azioni e decisioni.

8. Ha collaborato con altri Difensori Civici a livello internazionale? Quali insegnamenti ha tratto da tali esperienze?

In qualità di difensore civico locale, raramente mi capita di dover collaborare direttamente con colleghi all’estero. Ciò rende ancora più prezioso lo scambio regolare di opinioni in occasione di convegni e conferenze su questioni relative all’allevamento, situazioni di consulenza difficili o buona gestione amministrativa.

9. Quali aspetti dell’esperienza italiana o di altre esperienze internazionali ritiene utili per Zurigo?

L’Italia condivide con la Svizzera lo svantaggio di non avere un ufficio nazionale di Difesa civica.
Come i nostri colleghi italiani, anche noi Difensori Civici regionali e comunali svizzeri siamo collegati in rete e ci scambiamo regolarmente informazioni.

10. Guardando al futuro, quali sviluppi o innovazioni immagina per l’istituto del Difensore Civico nella città di Zurigo?

Il nostro ufficio di mediazione dovrebbe essere ancora più conosciuto. Le nostre modeste risorse ci consentono solo una pubblicità limitata. Soprattutto tra i bambini e gli adolescenti siamo ancora troppo poco conosciuti.
Vorrei porre maggiormente l’accento sul contributo che l’ufficio di mediazione può dare alla promozione dei diritti umani.

 

L’intervista al Difensore Civico Municipale di Zurigo offre uno sguardo prezioso su come l’ascolto, la neutralità e la capacità di mediazione possano migliorare concretamente il rapporto tra cittadini e istituzioni. Esperienze come quella di Mr. Heusser arricchiscono il nostro percorso comune e testimoniano quanto la Difesa Civica, in tutte le sue declinazioni, sia oggi più che mai un presidio democratico essenziale.

Condividere visioni, problemi e soluzioni significa costruire una rete europea più solida, capace di rafforzare la cultura dei diritti e la fiducia dei cittadini.
La rubrica “Voci in Ascolto” continuerà a raccogliere e diffondere queste esperienze, per contribuire a una Difesa Civica sempre più aperta, moderna e vicina alle persone.